S. Mustiola martire chiusdina con S. IreneoCosa insolita tra i non molti martiri locali venerati in Toscana, la figura di Santa Mustiola può ragionevolmente ritenersi attestata, se non da fonti documentarie, almeno da un culto antichissimo che lega il suo nome a una delle catacombe di Chiusi, sulla quale sorse anche una basilica a lei intitolata, poi abbandonata quando le reliquie della martire furono traslate della cattedrale cittadina. Secondo una tarda passio priva peraltro di valore storico, la vicenda di Mustiola sarebbe collegata a quella di un certo Ireneo, diacono di Sutri, che con lei viene ricordato, ma del quale viceversa non si hanno tracce sufficientemente affidabili. Arrestato con altri cristiani per aver dato sepoltura ad un martire e portato a Chiusi, Ireneo sarebbe stato assistito dalla nobile matrona Mustiola, forse parente dell'imperatore Marco Aurelio Claudio, noto anche come Claudio il Gotico o Claudio II (saremmo quindi intorno all'anno 270). Incarcerata a sua volta dal vicario Turcio, Mustiola dovette assistere al martirio di Ireneo e dei suoi compagni, prima di essere lei stessa fustigata a morte. A Mustiola sono legate due leggende: una racconta che la giovane, in fuga dalle guardie romane, avrebbe attraversato miracolosamente il lago di Chiusi navigando sul suo mantello e lasciando una scia che pare si riveda all'alba della sua festa. L'altra riguarda un anello di onice che la Santa avrebbe portato con sé da Roma; sarebbe l'anello nuziale di Giuseppe e Maria, ed è venerato a Perugia: lo si ritrova spesso come attributo nell'iconografia della Santa. La memoria di Santa Mustiola e Sant'Ireneo cade il 3 luglio e compare per la prima volta nel martirologio di Usuardo. Mustiola è la patrona principale di Chiusi, dove in occasione della sua festa si corre il Palio delle Torri: ai vincitori spetta l'onore di difendere le spoglie della Santa fino all'anno successivo.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 07-08/2006 - Vietata la riproduzione