19 giugno
Santa Giuliana Falconieri
da Firenze, fondatrice delle Mantellate
Nel grande chiostro della SS. Annunziata
a Firenze, sotto alla celebre Madonna del Sacco di Andrea del Sarto, si
trova un'arca di pietra forte sulla quale è scolpito un grande falco
da caccia. E' lo stemma dei Falconieri, e l'arca è la tomba di Carissimo
Falconieri, fratello di uno dei Sette Santi fondatori dell'Ordine dei Servi
di Maria e padre di Giuliana, il cui corpo incorrotto si conserva sotto
un altare laterale della stessa basilica. Giuliana Falconieri, fondatrice
delle Mantellate - cioè del ramo femminile dell'Ordine dei Servi
di Maria (o Serviti) - nacque nel 1270 nella travagliata Firenze dei tempi
di Dante. La sua famiglia, una delle più ricche della città,
aveva fatto costruire la chiesa della SS. Annunziata. Appena quattordicenne
Giuliana prese il velo nero e sotto la direzione spirituale di San
Filippo Benizi entrò tra le terziarie nella chiesa di famiglia.
Alla morte della madre, nel 1304, Giuliana divenne superiora di una comunità
servita e si fece notare sia per le qualità cristiane che per le
capacità intellettuali. Compilò il Regolamento dell'Ordine,
che sarebbe stato approvato dal papato più di un secolo dopo, lasciando
come obbligo alle sue suore che "in ciascuna chiesa dell'Ordine nostro
ci sia una cappella o un altare in onore della Nostra Signora". Giuliana,
con le sue Mantellate, digiunava completamente due giorni della settimana,
il mercoledì e il venerdì; il sabato, pane e acqua; tutti
i giorni, contemplazione dei Sette dolori della Madonna. Giuliana resse
il convento delle Mantellate con grande saggezza per quasi quarant'anni.
Morì nel giugno 1341 all'età di settant'anni consumata da
una malattia di stomaco. La leggenda vuole che la santa morente, impossibilitata
a fare la Comunione, abbia chiesto che la particola consacrata le fosse
posta sul petto. L'ostia sparì lasciando un alone violaceo sulla
pelle in corrispondenza del cuore: per questo Giuliana viene rappresentata
negli abiti di Mantellata con un'ostia sul petto. Il suo culto ebbe origine
quasi subito dopo la morte, ma fu beatificata solo nel 1678 da papa Innocente
XI e canonizzata nel 1737 da Clemente XII. La si ricorda il 19 giugno.


