S. Anselmo di Baggio vescovo di Lucca e di MantovaDi nobile famiglia milanese, Anselmo nacque intorno al 1035 e fu educato alla retorica da Lanfranco di Pavia, completando poi gli studi alla scuola cluniacense di Berengario di Tours. Dopo essere stato monaco nell'abbazia benedettina di Polirone, fu nominato vescovo di Lucca dallo zio, suo amonimo, che del Duomo lucchese era stato il fondatore nel 1060, e che era poi divenuto papa col nome di Alessandro II. Inizialmente contrario ad una carica di sospetto stampo simoniaco, Anselmo fu convinto ad accettare l'investitura il 29 settembre 1074. Strenuo sostenitore della riforma dei costumi del clero, Anselmo pretese che i canonici vivessero in austera comunità col loro vescovo. Nella città toscana Anselmo rimase per otto anni, fin quando fu costretto ad allontanarsi perché inviso all'imperatore Enrico IV. Andò quindi a rifugiarsi alla corte di Matilde di Canossa, della quale fu consigliere spirituale. Designato da papa Urbano II come legato permanente in Lombardia, Anselmo si stabilì a Mantova, città sotto il controllo di Matilde, facendone il centro propulsore della vita religiosa dell'Italia settentrionale. Qui morì il 18 marzo 1086, assistito di persona dalla Gran Contessa. Mantova volle Sant'Anselmo sepolto sotto l'altare maggiore del Duomo, e lo elesse patrono. Ancora oggi, il 18 marzo il suo corpo viene esposto alla visita dei fedeli. Dal Cinquecento i Gonzaga contribuirono enormemente alla diffusione del suo culto, arrivando anche a ritrarlo su certe monete dette appunto 'anselmine'. La sua memoria viene celebrata anche a Lucca e dai Benedettini. Noto come 'da Baggio' (dove è nato) o 'di Lucca' (dove è stato vescovo) o 'di Mantova' (dove morì ed è sepolto), viene talvolta confuso con S. Anselmo d'Aosta, suo contemporaneo e arcivescovo di Canterbury.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 03/2005 - Vietata la riproduzione