S. Ansano martire senese, detto il BattezzatoreAnsano nacque a Roma nel 284 ca. dal senatore Tranquillino dell'antica famiglia Anicia. Venuto a contatto con ambienti cristiani tramite l'influente matrona Massima, si fece battezzare e per qualche anno coltivò di nascosto la nuova fede. Denunciati all'imperatore da Tranquillino, Ansano e Massima furono imprigionati e torturati. Massima trovò il martirio nel settembre 302, ma Ansano riuscì a evadere e si rifugiò prima a Bagnoregio (Viterbo) e poi ad Allerona (Orvieto), dove predicò la fede cristiana e compì vari prodigi. Invitato da un angelo giunse quindi a Siena, di cui divenne l'evangelizzatore finché il proconsole romano Lisia lo fece arrestare e condannare a morte. Miracolosamente scampato al rogo, alla fine Ansano fu decapitato per spada sulla riva dell'Arbia il 1 dicembre del 303: era appena ventenne. Il corpo rimase sepolto per circa ottocento anni a Dofana, allora nella diocesi di Arezzo. Nel 1107 il vescovo di Siena Gualfredo e quello di Arezzo Gualtiero raggiunsero un accordo e il 6 febbraio i senesi andarono a disseppellire i resti di Ansano per trasportarli solennemente nel proprio duomo accanto a Crescenzio, Savino e Vittore, compatroni della città; la testa del santo fu portata invece nella cattedrale aretina, dove è ancora oggi custodita in un reliquiario d'argento. Il corpo di Ansano fu venerato nel duomo di Siena fino al 1359, quando andò bruciato da un fulmine. Rimangono il braccio sinistro a Dofana e il braccio destro in un reliquiario d'argento nel duomo senese. Il culto di Ansano ebbe una rapida diffusione in tutta la Toscana e oltre, e in quanto patrono cittadino Ansano compare in opere di spicco quali la preziosa vetrata circolare dell'abside del Duomo di Siena e le splendide 'Maestà' di Duccio di Boninsegna e di Simone Martini. La festa liturgica ricorre il 1 dicembre a memoria del martirio.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 12/2002 - Vietata la riproduzione