7 gennaio
Sant'Andrea Corsini
carmelitano fiorentino, vescovo di Fiesole
Quando il 13 ottobre 1349 Andrea Corsini - già Provinciale dei
Carmelitani in Toscana - fu nominato Vescovo di Fiesole da papa Clemente
VI, la fama della sua carità già travalicava il territorio
fiorentino, dove era nato nel palazzo di famiglia in via Maggio il 30
novembre 1301, primogenito del nobile Niccolò Corsini e di Gemma
Stracciabende. A 15 anni aveva vestito l'abito religioso nel Convento
del Carmine. Si era distinto per carità e coraggio nella terribile
peste del 1348, ponendosi con eroica dedicazione al servizio degli ammalati.
Come vescovo volle vivere a Fiesole, rinunciando al comodo palazzo fiorentino
che era stato sede dei suoi predecessori. Manifestò singolare zelo
nella predicazione, nella preghiera, nell'austerità, nella visita
alle parrocchie, nella difesa della libertà della Chiesa contro
soprusi e ingerenze, come pure nella carità verso gli umili e i
diseredati. Speciale cura dedicò ai suoi preti, precorrendo i dettami
del Concilio di Trento, stabilendo precise norme circa il reclutamento
e la preparazione culturale e spirituale dei candidai al presbiterato.
Si dedicò anche con diligenza all'amministrazione dei beni ecclesiastici,
disponendo ingenti somme per la costruzione e il restauro di chiese e
monasteri e soprattutto della cattedrale e dell'episcopio, da secoli in
stato di squallore. Ebbe difficili incarichi dalla Santa Sede, come quando
fu inviato a Bologna nel 1368 per dirimere gravi contese. Morì
la sera dell'Epifania del 1374. I suoi resti, dapprima tumulati nella
cattedrale fiesolana, furono trafugati dai Confratelli del Carmine, dove
sono tuttora custoditi in una cappella fattagli erigere dalla famiglia
Corsini e miracolosamente scampata all'incendio che devastò la
chiesa nel 1771. Papa Clemente XII, suo discendente, gli avrebbe poi dedicato
nel 1734 un'altra splendida cappella in S. Giovanni in Laterano
a Roma. Eugenio IV lo proclamò beato, e il fiorentino Urbano VIII
lo santificò il 22 aprile 1629. La sua festa è celebrata
a Firenze il 7 gennaio, dai Carmelitani il 9 gennaio e dalla Chiesa Universale
il 4 febbraio. I fiorentini gli attribuiscono la vittoria nella battaglia
di Anghiari del 29 giugno 1440.


