S. Allucio, spedalingo presso Pescia in ValdinievoleNato intorno al 1070 da tale Omodeo, Allucio era un allevatore di bovini a Campugliano in Valdinievole, dedito contemporaneamente alla pia accoglienza dei viandanti sulla vicina strada Firenze-Lucca. Col tempo Allucio si circondò di molti collaboratori laici - noti come 'fratres Allucii' - e fondò una chiesa dedicata ai SS. Luca ed Ercolano con annesso un ospizio, che sarebbe rimasto in uso fino alle soppressioni leopoldine del 1791. Allucio fu uomo d'azione ma al contempo un grande adoratore dell'Eucarestia, spesso dedito a severi digiuni penitenziali. La leggenda devozionale racconta che l'attività di Allucio, incoraggiata e sostenuta dai pievani di Pescia e dal vescovo di Lucca, si estese sino in Romagna, dove egli fu artefice della pace tra Faenza e Ravenna. Sempre secondo la tradizione agiografica, alla sua intercessione sarebbero da attribuire numerosi miracoli e guarigioni. Allucio morì il 23 ottobre 1134 e le sue spoglie furono interrate dai confratelli nella chiesa da lui fondata. Alcuni decenni più tardi, il 23 ottobre 1182, preso atto della grande devozione popolare per la figura dello spedalingo, il vescovo di Lucca ne autorizzò il culto, poi confermato da Pio IX. Nel 1344 fu ordinata una ricognizione delle ossa di Allucio, che furono deposte in un'urna di pietra e conservate prima sull'altare maggiore della chiesa di Campugliano e quindi nel duomo di Pescia (nel frattempo elevata a Diocesi da Leone X de' Medici). Nel 1934, in occasione dell'800° anniversario dalla morte del santo, il vescovo di Pescia fece realizzare una nuova cappella in cattedrale dedicata ad Allucio, per meglio esporre alla venerazione dei fedeli la sacra urna. In quella stessa occasione l'antica località di Campugliano, divenuta poi Botteghino di Uzzano, cambiò nome in Sant'Allucio di Uzzano. Nell'anno 2000, infine, Allucio è stato proclamato patrono secondario della Diocesi di Pescia.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 10/2006 - Vietata la riproduzione