S. Roberto Bellarmino gesuita polizianoNato a Montepulciano il 4 ottobre 1542 da una ricca e numerosa famiglia, Roberto Bellarmino era nipote di papa Marcello II. Nel 1560 entrò nella Compagnia di Gesù e studiò prima nel Collegio Romano, quindi all'Università di Padova e infine a Lovanio, in Belgio. Al compimento degli studi teologici sostenne la difesa della propria tesi per ben tre giorni consecutivi. Nel 1576 divenne primo titolare della cattedra di apologetica dell'ortodossia cattolica all'Università Gregoriana, istruendo in particolare gli studenti inglesi e tedeschi che in patria avrebbero dovuto combattere le dottrine protestanti. Tra i suoi alunni ci fu S. Luigi Gonzaga, del quale fu poi direttore spirituale. Gli impegni non lo distrassero mai dalla preghiera e dalla carità: attese personalmente alla catechesi popolare ed elaborò un catechismo della dottrina cristiana rimasto in uso fino all'Ottocento. Creato cardinale e arcivescovo di Capua nel 1599, probabilmente per tenerlo lontano da Roma in un momento di particolari controversie, alla morte di Clemente VIII poté tornare nella città di Pietro, dove esercitò un grande influsso come teologo ufficiale della Chiesa. Dopo aver colmato un intero scaffale di opere teologiche, esegetiche, pastorali e ascetiche, scrisse "L'arte del ben morire", su come congedarsi dalla vita con serenità e distacco: e a Roma morì, quasi ottantenne, il 17 settembre 1621. Il processo di beatificazione, iniziato di lì a poco, si protrasse per ben tre secoli: poi, in un solo anno, tra il 1930 e il 1931, ebbe da Pio XI la triplice glorificazione di beato, santo e Dottore della Chiesa. Roberto Bellarmino fu un illuminato gesuita dei lati umanissimi, forte di una vasta erudizione e di una vigorosa dialettica. Sincero amico e ammiratore di Galileo, lo esortò alla prudenza e "a contentarsi di parlare per supposizione e non assolutamente". Nel 1616 fu proprio Bellarmino a notificare personalmente a Galileo il decreto del Tribunale dell'Inquisizione che gli proibiva di sostenere come vera l'ipotesi copernicana.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 09/2004 - Vietata la riproduzione