S. Ranieri pisanoRanieri nacque a Pisa nel 1118, unico figlio di Gandulfo Scacceri e di Mingarda Buzzaccherini, entrambi di famiglia benestante. I genitori gli affiancarono negli studi don Enrico di San Martino in Kinzica, ma il giovane trascurò gli insegnamenti cristiani e preferì coltivare la musica (imparò a suonare la lira) e il canto. Fu a 19 anni che Ranieri, in seguito all'incontro con un eremita còrso, decise di cambiare vita e recarsi in Terra Santa. Indossò la pilurca, la veste del penitente consegnata a tutti i pellegrini che si recavano al monte Calvario, e trascorse un lungo periodo presso gli eremiti in Palestina, dove si dice che compì numerosi miracoli. Già circondato da fama di santità, rientrò a Pisa nel 1154, dopo 13 anni trascorsi in Terra Santa. Laico come del resto numerosi santi di quel secolo, Ranieri fu ricordato dai pisani anche per l'abitudine di donare pane e acqua benedetti, ragione per la quale il canonico Benincasa, suo discepolo (che nel 1162 si incaricò di scrivere una Vita del Santo) lo chiamava anche 'Ranieri dall'Acqua'. Ranieri morì dopo sette anni dal suo rientro, il 17 giugno 1161. Nel 1632 l'Arcivescovo di Pisa, il Clero locale e il Magistrato pisano, con l'assenso della Sacra Congregazione dei Riti, elessero Ranieri patrono principale della città e della diocesi. Il 25 marzo 1688, in occasione del Capodanno Pisano, l'urna contenente le spoglie del patrono venne solennemente traslata nella cappella dell'Incoronata nel Duomo di Pisa; fu l'occasione per una memorabile festa cittadina, dalla quale, secondo la tradizione, ebbe inizio la triennale illuminazione di Pisa che in seguito prese il nome di Luminara, divenne annuale e fu fu spostata al 16 giugno, vigilia della festa del Santo.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 06/2002 - Vietata la riproduzione