S. Lino papa, volterranoDopo San Pietro, un toscano: secondo la tradizione, sembra fosse di famiglia volterrana San Lino, secondo papa della storia. Recatosi a Roma per motivi di studio, Lino udì la predicazione del Vangelo e divenne un fervido cristiano. Le virtù, il sapere e lo zelo del discepolo indussero il capo degli apostoli a consacrarlo sacerdote, affidandogli importanti missioni: sembra ad esempio che quando Pietro si recò a Gerusalemme a presiedere il primo Concilio, abbia lasciato Lino a Roma quale suo vicario. Successivamente Lino fu mandato in Gallia, dove fu vescovo di Besançon facendo numerosi proseliti. Scoppiata la persecuzione di Nerone, Lino tornò a Roma per aiutare Pietro e Paolo, e quando questi furono imprigionati e martirizzati ne curò la sepoltura. Vuole la tradizione che perché la Chiesa non rimanesse priva di un capo, Pietro avesse nominati Lino, Cleto, Clemente e Anacleto quali suoi successori, l'uno in mancanza dell'altro. Lino pertanto successe a Pietro, e durante il suo pontificato (che sembra vada dal 67 al 76 d.C.) accaddero eventi quali la morte di Nerone e la distruzione di Gerusalemme. A Lino spettò l'arduo compito di tenere unita la Chiesa in quei tempi difficili e di cominciare a delinearne l'organizzazione: sappiamo per esempio che nominò 15 vescovi e 18 preti e regolamentò la pratica comune della fede. Si è a lungo attribuita a Lino l'istituzione dell'obbligo per le donne di partecipare alla celebrazione eucaristica col capo coperto, ma questa tradizione è oggi considerata apocrifa. Lino è anche venerato come martire, ma è improbabile che sia stato ucciso, perché la sua morte sarebbe avvenuta sotto Vespasiano e non ci risultano persecuzioni a Roma tra Nerone e Domiziano.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 09/2002 - Vietata la riproduzione