S. Guglielmo di Malavalle patrono di Castiglione della PescaiaE' universalmente noto come San Guglielmo di Malavalle il patrono di Castiglione della Pescaia, Buriano, Vetulonia e Tirli in Maremma, ma in realtà è solo beato: fu il senese papa Alessandro III (al secolo Rolando Bandinelli) ad autorizzarne il culto il 10 febbraio nell'anniversario della morte. Qualche secolo più tardi fu un altro pontefice toscano, il celebre Pio II (Enea Piccolomini di Pienza) a ratificare che le reliquie del Santo venissero portate in solenne processione da Castiglione della Pescaia al monastero di Malavalle ogni 1° maggio (tradizione che ancor oggi si ripete annualmente il 10 dello stesso mese). Confuse e piene di commistioni derivate dal folklore popolare sono le notizie agiografiche su Guglielmo, che la tradizione vuole essere stato un nobile cavaliere francese il quale, scomunicato per colpe a noi ignote, cercò consiglio spirituale presso il grande Bernardo di Clairvaux, e dopo aver compiuto i tre grandi pellegrinaggi - a Santiago di Compostela, a Roma e a Gerusalemme - si sarebbe ritirato a vita eremitica sempre più rigorosa prima nella Silva Livallia sul Monte Pisano fra il Serchio e l'Arno, poi sul Poggio al Pruno tra Volterra e Buriano, ed infine a Malavalle nel territorio di Castiglione della Pescaia. Qui secondo la leggenda Guglielmo sconfisse un terribile drago che infestava le campagne e visse da anacoreta, cibandosi solo di radici e pregando incessantemente fino alla morte, sopravvenuta il 10 febbraio 1157. Dall'Epifania del 1156 ebbe con sé un discepolo, Alberto, che fu anche il suo primo biografo ed ispiratore di quella Regola Guglielmita che nel 1211 sarebbe stata approvata da Innocenzo III e che nel 1256 sarebbe poi confluita nell'Ordine agostiniano. Benché laico, Guglielmo viene quindi rappresentato nell'iconografia dapprima col grigio abito guglielmita, e nei secoli successivi con la nera veste agostiniana. A volte la tonaca lascia intravedere un giacco, la maglia di ferro da cavaliere che Guglielmo indossò come cilicio per tutta la vita. I suoi attributi più comuni sono la corona penitenziale, il bastone da pellegrino e il drago.

© Maddalena Delli - Pubblicato su ToscanaTascabile 02/2005 - Vietata la riproduzione