S. Giovanni Gualberto Visdomini, fiorentino, fondatore dei VallombrosaniPoche sono le notizie sulla giovinezza del nobile fiorentino Giovanni Visdomini, nato verso il 990. Giovanni avrebbe giurato di vendicarsi con la morte del fratello, ma avendone incontrato casualmente l'assassino sul Monte alle Croci sarebbe stato mosso a compassione dalle sue implorazioni di pietà, risparmiandolo. Col cuore ancora in tumulto, Giovanni sarebbe andato a San Miniato al Monte, dove il crocifisso gli avrebbe annuito in segno di approvazione. Giovanni avrebbe scelto allora di unirsi ai monaci di San Miniato, aggiungendo al suo nome quello del proprio padre, Gualberto. Qui le notizie biografiche si fanno più attendibili, e narrano che presto il fervore religioso del fiero giovane fu messo a dura prova dalla presa di coscienza che non solo il convento di San Miniato, ma anche la curia fiorentina e la Chiesa tutta erano minate dalla piaga della simonìa. Indignato, Gualberto si sarebbe rifugiato inizialmente presso gli eremiti camaldolesi, per poi fondare nel 1038 un cenobio benedettino detto Vallombrosano dal luogo sulle pendici del Pratomagno dove pose la propria sede. La nuova Congregazione, fondata su austera vita comune, povertà, rifiuto di doni e protezioni, fu approvata da papa Vittore II nel 1055 ed ebbe larga diffusione, soprattutto in Toscana e in Lombardia. Nella stessa Firenze i Vallombrosani si insediarono nei conventi di Santa Trinita e di San Salvi e quando nel Palazzo del Popolo i Priori presero il governo della città, fu nelle mani incontaminate di questi monaci che si scelse di porre il sigillo della Repubblica e le chiavi del tesoro. Giovanni Gualberto morì il 12 luglio 1073 a Passignano, uno dei monasteri che aveva fondato, e Celestino III lo canonizzò 120 anni più tardi. Nel 1951 Pio XII ha proclamato San Giovanni Gualberto patrono dei Forestali per il lavoro di cura dei boschi fatto dai monaci di Vallombrosa.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 07/2003 - Vietata la riproduzione