S. Galgano Guidotti, eremita seneseQuando di un personaggio ci restano tracce di immensa portata simbolica, l'affidabilità storica delle notizie a suo riguardo sembra diventare secondaria. E' il caso di San Galgano, la cui memoria è perpetuata dalle splendide rovine di un'abbazia a lui intitolata e dal fascino arturiano di una spada conficcata nella roccia. Galgano sarebbe nato nel 1148 a Chiusdino, al tempo sotto la giurisdizione del vescovo di Volterra. I suoi genitori, Guidotto e Dionigia, lo avrebbero avuto per intercessione dell'Arcangelo Michele dopo lunghi anni di sterilità. Presto orfano di padre, Galgano avrebbe condotto una vita sregolata, ma a seguito di due visioni avrebbe infissa la sua spada di cavaliere in una roccia sul Monte Siepi, passando il resto della sua breve esistenza in preghiera e in penitenza davanti alla croce costituita dall'elsa della sua stessa spada. In realtà pochissimo sappiamo di certo: la fonte principale è una più tarda trascrizione delle deposizioni rilasciate nel 1185 da una ventina di testimoni (tra i quali Dionigia) ai delegati pontifici incaricati di raccogliere elementi per il processo di canonizzazione. Gli altri testi agiografici si dividono in due filoni: la tradizione cistercense vuole Galgano fondatore di un cenobio, mentre la letteratura agostiniana insiste sulla sua vocazione eremitica. Analogamente, nell'iconografia Galgano viene rappresentato in abito cistercense o da eremita o come giovane cavaliere, e i suoi attributi sono il cavallo bianco e la spada nella roccia. Galgano sarebbe morto il 30 novembre 1181 e tumulato forse il 3 dicembre alla presenza di tre vescovi e due abati. Il nucleo originale dell'insediamento cistercense di Chiusdino è un tempio circolare sorto come mausoleo sulla tomba del giovane eremita e sulla roccia con la sua spada, e consacrato dal vescovo volterrano Ildebrando Pannocchieschi nel 1185, quando Galgano venne anche canonizzato da Lucio III. Controversa anche la commemorazione: l'Ordine cistercense lo ricorda il 3 dicembre, le diocesi di Siena e Volterra optano per il 5 dicembre, mentre la semplice memoria è fissata al 30 novembre.

© Maddalena Delli - Pubblicato su ToscanaTascabile 12/2003 - Vietata la riproduzione