S. Ceccardo vescovo di LuniCeccardo visse nel IX secolo a Luni, antica città etrusca al confine tra Liguria e Toscana, e morì martire a seguito di un sanguinoso saccheggio ad opera dei normanni. L'epigrafe su un'ara rinascimentale che data la sua morte all'anno 600 è considerata inattendibile. Luni deve la sua più terribile devastazione a un errore della flotta normanna, nel Mediterraneo a caccia di tesori da saccheggiare. Secondo un'antica leggenda i predatori avrebbero infatti confuso Luni con Roma: sapevano che la città dei Cesari si intravedeva di lontano e quando, doppiato un promontorio, scorsero una città splendente ai raggi del sole, credettero di avere raggiunto l'agognata mèta. Era l'anno 860. Simulando la morte del loro re riuscirono a farsi accogliere in città, ma appena il corteo funebre giunse nella cattedrale, re Hastings - vivo, vegeto e armato di tutto punto - balzò in piedi scatenando un eccidio, nel quale perì lo stesso vescovo. Secondo una versione dei fatti Ceccardo sarebbe stato il pastore di Luni durante la strage, e la sua vittima più illustre. Secondo un'altra versione il vescovo trucidato sarebbe stato il predecessore di Ceccardo, e a quest'ultimo sarebbe toccato invece il compito di tentare la ricostruzione materiale e spirituale della città. Ceccardo, infatti, recatosi a Carrara per scegliere i marmi della nuova cattedrale, vi sarebbe stato trucidato da 'barbari' intemperanti alle pie esortazioni del vescovo. Certo è che le sue spoglie si trovano a Carrara da tempo immemore e nel 1609 furono deposte sotto la mensa dell'altare a lui dedicato nella navata destra del Duomo. Nell'iconografia, gli attributi di San Ceccardo sono il bastone pastorale e la palma del martirio. Ceccardo fu da subito venerato Santo per acclamazione di popolo e canonizzato nel XIV secolo da Urbano VIII. E' patrono della Città e del Vicariato urbano di Carrara, che lo festeggiano il 16 giugno.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 06/2003 - Vietata la riproduzione