B. Niccolò StenoneNato in Danimarca nel 1638, Niels Stensen si formò a Copenhagen studiando lingue, matematica, anatomia e medicina. Viaggiò molto, destando ammirazione e stima nelle maggiori università europee. A lui, tra le altre, si devono la scoperta del dotto salivare e l'affermazione che il cuore è un muscolo. In Toscana, Niels Stensen arrivò per la prima volta nel 1666, ospite di Ferdinando II de' Medici nella residenza invernale di Pisa. A Firenze il Granduca, appassionato scienziato egli stesso, offrì a Nicolò Stenone - così 'ribattezzato' secondo l'uso nostrano di toscanizzare i nomi stranieri - un appartamento in Palazzo Vecchio e la carica di anatomista all'ospedale di Santa Maria Nuova. Stenone viaggiò molto per il granducato, e dalle sue osservazioni sui reperti geologici e sulla struttura del paesaggio toscano - soprattutto della zona di Volterra - nacque il trattato 'De solido', pietra miliare della geologia moderna, contenente intuizioni fondamentali per la paleontologia e la cristallografia. Nel frattempo, nel novembre 1667, Stenone si era convertito dal luteranesimo al cattolicesimo, e qualche anno dopo, il giorno di Pasqua del 1675, avrebbe addirittura ricevuto l'ordinazione sacerdotale. Chiamato nel nord Europa per assolvere alla sua vocazione, Stenone ebbe incariche importanti come quello di Vicario Apostolico, ma continuò ad operare come un umile pastore di anime. La sua vita venne stroncata in una cittadina tedesca sul finire del 1686 da una malattia renale. Il granduca Cosimo III ne rivolle la salma a Firenze, e Nicolò Stenone riposa ora in un sarcofago romano nella cripta della basilica di S. Lorenzo, vicino ai suoi benefattori. Uno delle istituzioni culturali gesuite più attive, l'Istituto Stensen di Firenze, ne celebra la grandezza come uomo di scienza e di fede, mentre Giovanni Paolo II lo ha iscritto tra i beati nel 1988.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 12/2005 - Vietata la riproduzione