B. Giovanni Dominici, fiorentinoGiovanni, noto col patronimico Dominici, nacque nel 1355 dal matrimonio del setaiolo fiorentino Domenico di Banchino con la nobile veneziana Paola Zorzi. Appena undicenne, Giovanni manifestò la vocazione religiosa, e la madre lo inviò dai parenti a Venezia per cercare di distoglierlo dall'idea. Rientrato a Firenze due anni più tardi, Giovanni bussò al monastero domenicano di Santa Maria Novella chiedendo di esservi accolto, ma fu rifiutato a causa di un difetto di parola che lo rendeva inadatto alla predicazione. La tenacia era però una delle doti salienti del Dominici, che dopo tanto insistere venne comunque ammesso dal convento. Anni più tardi, pregando sulla tomba di Caterina a Siena, Giovanni avrebbe avuto la grazia di vedere il suo impedimento sanato miracolosamente, per diventare uno dei predicatori più ferventi che l'Ordine domenicano ricordi. Raimondo da Capua, superiore dell'Ordine, gli affidò il compito di guidare la riforma della Regola, e fra' Giovanni fondò dei conventi di stretta osservanza a Venezia, Chioggia e Fiesole. In quest'ultimo, sotto la sua guida spirituale, si formarono Sant'Antonino Pierozzi e il Beato Angelico. Papa Gregorio XII, presso il quale il Dominici era stato ambasciatore di Firenze, nel 1408 lo nominò Arcivescovo di Ragusa e Cardinale del titolo di San Sisto. Il Dominici godeva di tanta considerazione presso il Pontefice, da convincerlo ad abdicare per sanare lo Scisma d'Occidente. Il nuovo Papa, Martino V, inviò il Dominici come Legato in Boemia, Polonia e Ungheria, al tempo afflitte da nefaste eresie. Proprio in Ungheria, a Buda, egli si infermò, e morì il 10 giugno 1419 nel convento degli Agostiniani. Le sue reliquie andarono disperse nel secolo successivo quando la città fu saccheggiata dai Turchi, ma il suo culto non si spense, e fu confermato da Gregorio XVI il 9 aprile 1832.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 06/2005 - Vietata la riproduzione