B. Franco Lippi, seneseSecondo le 'Vite de Santi e Beati Toscani' dell'abate Razzi, storico compendio dell'agiografia toscana, Franco Lippi nacque presso il castello senese di Grotti il 3 dicembre 1211. La sua memoria è però legata a Sarteano, dove la sua vicenda spirituale ebbe una drammatica svolta dopo una giovinezza dissoluta e violenta. L'episodio, ritratto in un affresco nella cappella di Palazzo Fanelli proprio a Sarteano, avvenne mentre Franco si trovava nella cittadina al soldo delle truppe senesi che la difendevano dagli Orvietani, alleati di Firenze. Dopo aver perso a dadi tutti gli averi, lo scellerato si giocò anche gli occhi, esclamando "Anco questi mi vo' giocare per dispetto di chi me li fece!". Puntualmente, ebbe ciò che aveva chiesto. Ma il buio gli illuminò miracolosamente la coscienza, e Franco fece voto solenne che se gli fosse restituita la vista avrebbe compiuto il pellegrinaggio di Santiago. Ecco che il prodigio si compì e Franco riacquistò la luce degli occhi: dapprima quel tanto che gli permise di affrontare il lungo e pericoloso cammino; quindi - una volta giunto a Santiago - del tutto. Sinceramente convertito, al rientro dalla Galizia Franco andò a Roma a invocare l'assoluzione papale per i suoi peccati; e ancora - di santuario in santuario, di eremo in eremo - toccò i luoghi santi di Napoli, della Puglia, della Sicilia e Loreto. Tornato alfine a Siena, fu spinto da una predica di Ambrogio Sansedoni a darsi alle più severe penitenze corporali e all'eremitaggio, prima in un rifugio poco fuori la Porta San Marco e quindi in un bosco nei pressi del suo paese natìo, dove compì molti prodigi ed ebbe numerose visioni. In una, la Vergine lo invitò a vestire l'abito del Carmelo, e fu nel convento senese del Carmine che la morte terrena lo colse, finalmente sereno, al tramonto dell'11 dicembre 1291. Il suo culto fu approvato nel 1670 da Clemente X.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 12/2006 - Vietata la riproduzione