Beato Angelico da Vicchio di MugelloFigura singolare quella di fra' Giovanni da Fiesole, tanto nella storia dell'arte che in quella della Chiesa. La diffusa fama di santità che lo distinse già in vita tanto da valergli gli appellativi di 'Angelicus' e di 'Beatus' - quasi egli dipingesse per ispirazione divina - è stata riconosciuta ufficialmente solo nel 1982, quando Giovanni Paolo II ne ha sancito la memoria al termine dell'unico processo canonico basato non su scritti spirituali o teologici, ma su un catalogo di 135 dipinti. Del resto ad intuire che l'arte dell'Angelico non poteva esser compresa se non alla luce della sua fede fu già il Vasari, suo primo biografo, che nelle 'Vite' scrive: "Frate Giovanni Angelico da Fiesole, il quale fu al secolo chiamato Guido, essendo non meno stato eccellentissimo pittore e miniatore che ottimo religioso, merita per l'una e l'altra cagione, che di lui sia fatta honoratissima memoria". Nato sul finire del Trecento nei pressi di Vicchio del Mugello, verso il 1418 Guido di Pietro insieme al fratello Benedetto entrò col nome di fra' Giovanni nel convento dei frati osservanti di San Domenico di Fiesole. In seguito si trasferì in San Marco a Firenze, dove ancor oggi sono conservati molti dei suoi capolavori a fresco e su tavola. Fu anche un superbo miniaturista, come testimonia un corale anch'esse nel convento di San Marco, per il quale fu realizzato. Nonostante una vita austera e intensamente religiosa, fra' Giovanni divenne presto famoso grazie alla sua tecnica pittorica magistrale accompagnata da una straordinari sensibilità nella composizione e nell'uso del colore. Nel 1445 fu convocato a lavorare in Vaticano per papa Eugenio IV, che nel 1434 aveva soggiornato nel convento di San Marco potendo così ammirare l'opera dell'Angelico. Si dice che il Papa gli offrisse anche la carica di Arcivescovo di Firenze, ma l'Angelico non si ritenne degno "di governar popoli" e suggerì invece la nomina di Antonino Pierozzi. Nel 1447 fra' Giovanni iniziò un ciclo di affreschi nel Duomo di Orvieto, poi completato da Luca Signorelli. Morì a Roma il 18 febbraio 1455, ed è sepolto in Santa Maria sopra Minerva.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 02/2004 - Vietata la riproduzione