B. Andrea Gallerani, senese Andrea, della nobile e facoltosa famiglia dei Gallerani, nacque a Siena nel XIII secolo e in gioventù, per ragioni che non ci sono state tramandate, si macchiò di un omicidio per il quale fu condannato all'esilio dalle autorità cittadine. Appena poté rientrare in Siena, profondamente e sinceramente pentito, il Gallerani volle espiare la propria colpa dedicando tutta la sua vita e i suoi beni alla cura degli ammalati e dei bisognosi, nella più totale abnegazione e austerità spirituale. Dispose la fondazione (oppure il rifinanziamento, non ci restano documenti per stabilirlo con certezza) di uno spedale pubblico, detto della Misericordia. Aperta a tutti, la Misericordia senese si ritrovò ben presto colma di laici provenienti dai vari Terz'Ordini cittadini, che indossavano una veste con la lettera 'M' e si impegnavano in opere di bene secondo i propri mezzi e desideri. Nonostante venissero chiamati 'Frati della Misericordia', in realtà non furono mai costituiti in un vero Ordine religioso, e lo stesso fondatore prestò da laico la sua opera di carità per tutta la vita. Andrea Gallerani lasciò la vita terrena il 19 marzo 1251 e fu sepolto nella Chiesa dei Predicatori. I numerosi dipinti che lo raffigurano sono chiari testimoni del diffuso culto che questa carismatica figura ispirò da sempre nei suoi concittadini, e già nel 1274 l’allora vescovo di Siena, un Bandini, concesse una speciale indulgenza a chi visitasse il sepolcro del Gallerani nella festa del Lunedì Santo. In seguito, per disposizione di papa Pio V (1504-1572), questa indulgenza venne spostata al lunedì dopo Pasqua, ed è tutt’ora vigente. Papa Pio VI ne confermò il culto il 13 maggio 1798, e la sua festa a Siena si celebra il 20 giugno. Sorse anche una speciale Associazione intitolata al Gallerani, che univa come membri i nobili della città. Finché non venne disciolta nel 1785, la confraternita del Beato Andrea Gallerani rimase nella chiesa della Sapienza; poi il 30 giugno 1790 venne ripristinata e unificata con quella di San Sebastiano in Camollia.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 03/2006 - Vietata la riproduzione