B. Bettina da Campi B.Teresa Adelaide Cesira - ma per tutti sarà semplicemente "Bettina" - nasce il 2 marzo 1846 nella frazione campigiana di San Martino da un’umile famiglia. Il padre, Gaetano Manetti, pollaiolo, morirà appena tre anni dopo, lasciando Bettina e il fratellino alle cure della madre, Rosa Rigagli. Bettina cresce in estrema ma dignitosa povertà. Le prove della vita le serviranno a forgiare un carattere forte e volitivo da perfetta toscana, tanto che anni dopo lascerà significativamente scritto che "i santi non si fanno a pennello, ma a scalpello". A 19 anni, in seguito a un incidente che la costringe a letto per un lungo periodo, Teresa avverte, irresistibile, la chiamata di Dio e comincia a raccogliere intorno a sé alcune amiche. Il suo seguito cresce tanto velocemente che nel 1874 Teresa è costretta a lasciare il tetto paterno e prendere in affitto una casetta in riva al Bisenzio, subito ribattezzata “il conventino” dai compaesani, dove comincia ad accogliere adepte ed a prendersi cura delle orfanelle. Più tardi dirà: "Quando ero nel mondo, bastava che facessi una moda io, perché tutte le compagne mi imitassero. Dunque, pensai; se tutte vengono dietro a me nel fare il male, verranno anche nel fare il bene." Aveva ragione: il 12 luglio 1888 Teresa e le sue prime ventisette consorelle vestono l'abito delle Carmelitane, e Bettina si chiamerà Teresa Maria della Croce perché, disse, in una visione sarebbe stata Teresa d'Avila a chiederle di seguirla. Quando Bettina muore il 23 aprile 1910, consumata da un fibroma uterino, lascia aperte ben diciassette case in Toscana e tre in Medio Oriente. Beatificata da Giovanni Paolo II il 19 ottobre 1986 nel corso della sua visita a Firenze, Teresa Maria della Croce è stata proclamata compatrona cittadina il 7 dicembre 1999 dal Consiglio Comunale di Campi Bisenzio, a seguito di una petizione popolare che aveva raccolto migliaia di firme.

© Maddalena Delli - Pubblicato su Toscana Tascabile 04/2005 - Vietata la riproduzione